io volevo far piangere la gente.

Coppia di ballerini danza nel tempio di Radhna Rani durante il Festival del Lathmar Holi a Barsana, India.
©Kevin Frayer
www.time.com

Coppia di ballerini danza nel tempio di Radhna Rani durante il Festival del Lathmar Holi a Barsana, India.

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Rémi Ochlik  16 October 1983 – 22 February 2012
 La fotografia, permette di vedere l’altra faccia del mondo che altrimenti non potremmo mai conoscere, il fotogiornalismo non può mentire mai. 
R.I.P

Rémi Ochlik  16 October 1983 – 22 February 2012

La fotografia, permette di vedere l’altra faccia del mondo che altrimenti non potremmo mai conoscere, il fotogiornalismo non può mentire mai.

R.I.P

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In questo momento di basso impero, mi sento nazionalista. Forse perchè nella merda, ci siamo tutti.

The Great Dictator - Charlie Chaplin -

Speranza.

Contro la natura, solo sconfitte.
Alluvione Liguria.

Contro la natura, solo sconfitte.

Alluvione Liguria.

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Potreste rimanerci male per l’ennesima volta.

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Siete tutti sessualmente repressi. Scopate cazzo. Uomini con donne, donne con donne, uomini con uomini, scopate. Anche la masturbazione risolve il problema. Dopo, postate cose intelligenti.

© Kamala Kannan 
   www.nationalgeographic.com
   Settembre 2011. In India, un bambino corre con dei palloncini in mano.

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   Settembre 2011. In India, un bambino corre con dei palloncini in mano.

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Odiava i presentatori tinti e le vallette nude e stava male quando vedeva la gente pronta a parlare dei cazzi suoi di fronte a mezza Italia. Disprezzava quei poveri stronzi che andavano in televisione e cominciavano a fringnare e a dire che soffrivano perchè erano stati mollati dalle loro mogli. E odiava la gentilezza ipocrita dei presentatori. Odiava i giochi al telefono. I balletti raffazzonati. Odiava le battute rancide dei comici. E detestava gli imitatori e gli imitati. Odiava i politici. Odiava gli sceneggiati con i poliziotti buoni, i carabinieri simpatici, i preti buffi e le squadre anticrimine. Odiava i ragazzini brufolosi che sarebbero stati disposti ad ammazzare pur di essere ammessi in quel paradiso da quattro soldi. Odiava quelle centinaia di zombie semifamosi che vagavano come bastardi elemosinando una sedia. Odiava gli esperti che si arricchivano sulle tragedie. Odiava quando s’indignavano per finta. Quando si leccavano il culo tra loro come i cani ai giardinetti. Odiava le collette per i bambini africani quando in Italia c’era gente che faceva la fame. Ma la cosa che detestava di più erano le donne. Puttane con le tette rotonde come pompelmi, le labbra gonfie, le facce rifatte con lo stampino. “Parlano tanto di uguaglianza, ma quale uguaglianza e uguaglianza? Quando l’immagine che danno è quella di un branco di decerebrate rizzacazzi.” Si facevano scopare da qualche stronzo con un po’ di potere per uscire di casa ed essere riconosciute. Donne capaci di passare sul corpo delle loro madri per un po’ di successo. Li odiava tutti, quelli là dentro, al punto che alle volte si doveva trattenere dal prendere la mazza e sfondare quel cazzo di televisore. “Vi metterei in fila, uno dietro l’altro, e vi sparerei. Che avete fatto di male? Professate il falso. State rincoglionendo milioni di ragazzini. Mostrando mondi che non esistono. Spingete la gente a rovinarsi per comprarsi una macchina. Mandate in malore l’Italia.”

Niccolò Ammaniti - Come Dio comanda